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La Green Economy attira sempre più aziende sensibili nell’investire in nome della sostenibilità

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Molti ignorano che la Green Economy, ossia l’economia ecologica, sia una sorta di sviluppo che trae origine da un’appropriata analisi bioeconomica del sistema che prende in assoluta considerazione l’impatto ambientale, la trasformazione di materie prime e la trasformazione energetica.

Nella tredicesima edizione dello specifico Rapporto GreenItaly recentemente presentato, si evince che oltre mezzo milione di aziende hanno scelto di investire nella Green Economy durante il quinquennio 2017-2021. Ben 531.000 imprese che hanno intrapreso questo percorso di impegnare risorse in tecnologie e prodotti Green, hanno provocato un aumento del 51% rispetto al precedente quinquennio 2014-2018.

Di queste, il 40,6% sono imprese inserite nell’industria e il 42,5% invece inserite nel contesto manifatturiero. Dall’analisi effettuata si può vedere che queste imprese eco-investitrici risultano essere decisamente più dinamiche su quelli che sono i mercati esteri laddove rapportate alle impreso che non investono sull’Eco-Green. Infatti viene stimato un 35% di imprese che prevedono un aumento delle loro esportazioni al di fuori dei nostri confini contro il 26% di stima riconducibile a quelle imprese che, differentemente, hanno scelto di non investire. Sempre le statistiche proiettano che la percentuale di aumento del fatturato risulta essere il 49% contro il 39% delle imprese non investitrici nell’Eco – Green. Dati che influiscono anche sulle assunzioni che risultano essere del 23% contro il 16%.

Lo studio che ha prodotto questi dati scientifici che hanno permesso la tredicesima edizione del Rapporto GreenItaly è stato possibile grazie al contributo della Fondazione Symbola e della Unioncamere e ha visto la partecipazione del Centro Studi Tagliacarne. Occorre segnalare anche l’apporto del Conai, di Ecopneus, Novamont e molte altre organizzazioni oltre ad una quarantina di esperti del settore.

Studio che è stato presentato durante un incontro presentato dal presidente della Fondazione Symbola Ermete Realacci, quello della Unioncamere dott. Andrea Prete e del suo segretario generale Giuseppe Tripoli.

Durante la presentazione del Rapporto GreenItaly, Andrea Prete presidente di Unioncamere ha affermato che nell’anno dopo il periodo della pandemia, ossia il 2021, è aumentata la quota di imprese impegnate ad abbracciare i concetti eco green, rilanciando un inevitabile processo di transizione verde dell’Italia tanto che nel 2020 la quota si attestava al 21,4% mentre l’anno successivo passava ad essere del 24,3%.

Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola ha dichiarato che il nostro Paese può essere un protagonista insieme all’Europa della Cop27 che si terrà in Egitto dal momento che l’Italia farà della transizione verde una formidabile opportunità economica e della società dal momento che al giorno d’oggi due imprese manifatturiere su cinque sono coinvolte in questo processo di sviluppo.

Sempre second Realacci è necessario accelerare sulle fonti rinnovabili e sulla efficienza energetica al fine di sostituire i tradizionali combustibili di natura fossile onde contrastare efficacemente la riconosciuta crisi climatica affinché siamo più liberi anche perché miglioriamo la qualità della nostra vita. Per il presidente della Fondazione Symbola il nostro Paese è ben consapevole di questa importante crisi climatica e proprio nella tredicesima edizione Rapporto GreenItaly 2022 si evidenzia un deciso sviluppo verso una sensibilizzazione orientata verso un’economia a misura d’uomo che tiene in debito conto la sostenibilità ambientale, l’innovazione, il rispetto delle locali comunità e del territorio.
L’Italia – ha aggiunto – deve trasformarsi in una superpotenza europea dell’economia circolare per essere sempre più competitivi in futuro.